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Vittima incolpevole? Senza caso fortuito il custode paga tutti i danni

Notizia del 04/11/2017

E’ quanto affermato dalla Corte di Cassazione con sentenza n. 25837 depositata il 31 ottobre 2017.

Il caso. Un condomino conveniva dinnanzi al Tribunale territorialmente competente il proprio Condominio esponendo di essere inciampato mentre usciva dall’ascensore condominiale a causa del dislivello formatosi tra il pavimento della cabina ascensore e quello del piano di arresto, riportando lesioni personali. A causa dell’occorso sinistro invocava la responsabilità ex art. 2051 c.c. del Condominio convenuto chiedendo la condanna al risarcimento del danno.
Il Condominio si costituiva in giudizio negando la propria responsabilità e chiamando in causa il proprio assicuratore della responsabilità civile.
Il Tribunale rigettava la domanda con sentenza mentre la Corte di Appello adita al soccombente rigettava anche il gravame.
La sentenza di appello veniva infine, impugnata per cassazione dall’attore.
Nella specie, gli Ermellini hanno ritenuto fondato uno dei due motivi proposti dal ricorrente secondo il quale il Collegio di merito avrebbe violato l’art. 2051 c.c. attribuendogli la responsabilità esclusiva per l’accaduto. In particolare, i Giudici hanno aderito a quanto dallo stesso obiettato in merito alla circostanza che la condotta della vittima in tanto può escludere la responsabilità del custode in quanto abbia i caratteri di autonomia, eccezionalità, imprevedibilità, inevitabilità. Nella specie, infatti, il Condominio non ha mai offerto alcuna prova che la condotta della vittima avesse avuto tali requisiti; ed in ogni caso quella condotta, anche a volerla ritenere colposa, avrebbe potuto avere al massimo l’efficacia di una concausa del danno, non già di causa esclusiva dell’accaduto. Infatti, senza il dislivello tra il pavimento dell’ascensore ed il terreno circostante la caduta mai si sarebbe potuta verificare.
I Giudici proseguono: la condotta della vittima di un danno causato da una cosa in custodia, in tanto può escludere la responsabilità del custode, in quanto possa reputarsi tale quando è imprevedibile da parte del custode. Ma una condotta imprevedibile della vittima non è necessariamente una condotta colposa, né è vero il contrario. I Giudizi di negligenza della vittima, e di imprevedibilità della sua condotta da parte del custode, non si implicano a vicenda. Il primo va compiuto guardando al danneggiato, e comparando la condotta da questi concretamente tenuta con quella che avrebbe tenuto una persona di normale avvedutezza, secondo lo schema di all’art. 1176 c.c.. Il secondo va compiuto invece guardano al custode, e valutando con giudizio ex ante se questi potesse ragionevolmente attendersi una condotta negligente da parte dell’utente delle cose affidate alla sua custodia. La eterogeneità tra i concetti di “negligenza della vittima” e di “imprevedibilità” della sua condotta da parte del custode ha per conseguenza che, una volta accertata una condotta negligente, distratta, imperita, imprudente della vittima del danno da cose in custodia, ciò non basta di per sé ad escludere la responsabilità del custode. Questa è infatti esclusa dal caso fortuito, ed il caso fortuito è un evento che praevideri non potest.

Concludendo. L’esclusione della responsabilità del custode, pertanto, quando viene eccepita dal custode la colpa della vittima, esige un duplice accertamento: a) che la vittima abbia tenuto una condotta negligente; b) che quella condotta non fosse prevedibile.

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