notificazioni | Avviso di conclusione delle indagini: conta la notifica presso chi è difensore al momento in cui essa è disposta


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Corte d'Appello di Salerno - Ai fini della validità della notifica dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari, ciò che conta è che essa sia effettuata presso chi riveste la qualifica di difensore al momento in cui viene disposta, a nulla rilevando le nomine precedenti ovvero successive.  


Notizia del 06/07/2019 alle 10:03


Questa la pronuncia della Suprema Corte con la sentenza n. 25803/19, depositata l’11 giugno.

Il fatto. La Corte d’Appello di Salerno confermava la condanna emessa in primo grado nei confronti dell’imputato, per aver commesso i reati di atti persecutori e tentata violenza privata.
Avverso la suddetta pronuncia, l’imputato propone ricorso per cassazione, lamentando, tra i motivi di ricorso, la nullità della notifica dell’avviso di conclusioni delle indagini per omessa notifica al suo difensore, considerando che l’avviso citato veniva notificato due volte: la prima al difensore d’ufficio, quando questi era già stato sollevato dall’incarico per via della nomina del difensore di fiducia, la seconda volta a questo ultimo, il quale, però, era già stato revocato contestualmente alla nomina del nuovo difensore.

La notifica dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari. La Corte di Cassazione respinge il ricorso, richiamando il principio generale secondo cui l’avviso al difensore è dovuto a chi possiede tale qualità al momento in cui l’autorità giudiziaria dispone tale adempimento, e non a chi la acquista successivamente, poiché con l’emissione dell’avviso si «cristallizza la situazione processuale relativa agli adempimenti di cancelleria».
Richiamato tale principio, gli Ermellini osservano che in tema di notifica dell’avviso ex art. 415-bis c.p.p. si è espressa recentemente anche la giurisprudenza di legittimità, stabilendo che tale adempimento deve essere effettuato a chi riveste la qualità di difensore dell’indagato «nel momento in cui l’atto è depositato in cancelleria, atteso che il deposito segna il momento in cui si dispone l’inoltro dell’atto per la notificazione, a nulla rilevando la nomina di difensore di fiducia effettuata successivamente, ancorché prima che sia materialmente eseguito l’inoltro».
Nel caso concreto, considerando che il Pubblico Ministero ha emesso l’avviso in oggetto quando il ricorrente risultava ancora assistito dal difensore d’ufficio, la notifica risulta immune dal denunciato vizio di nullità, essendo irrilevante la successiva notifica effettuata presso il difensore di fiducia.
Anche per questo motivo, la Suprema Corte non accoglie il ricorso.

ilpenalista.it



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